mercoledì 4 luglio 2018

cara Sindaca...



Era il 2015 quando l'allora consigliera Virginia Raggi pronunciava queste parole:
''Punti Verde Qualità, si può e si deve ora.
Nei giorni scorsi Tronca ha "scoperto" affittopoli, ha denunciato che Roma Capitale cede i suoi immobili a prezzi stracciati... e poi? Tutto si é fermato, é già stato dimenticato. In effetti, intervenire su un patrimonio di quasi 60 mila immobili servono mesi.
Ricordo però a Tronca che, pochi mesi fa, la nostra commissione per la razionalizzazione della spesa ha denunciato lo scandalo dei PVQ, che rischia di costare ai romani fino a 586 milioni di euro.
Ricordo, inoltre, a Tronca che la stessa commissione ha proposto un metodo per non fare di tutta l'erba un fascio e distinguere i progetti di interesse pubblico, ovvero i progetti che prevedono la realizzazione e manutenzione di un’area verde pubblicamente fruibile dai cittadini, da quelli di interesse speculativo, ovvero quelli dove al posto del verde pubblico c’è cemento privato, fruibile dai cittadini soltanto a pagamento (ad esempio, sale slot, oppure ristoranti McDonald, oppure palestre Virgin).
Come li possiamo distinguere? Attraverso il confronto tra la superficie verde (che per il concessionario è un costo), le cubature costruite (che per il concessionario sono fonte di ricavi) e i costi sostenuti per costruire.
La soluzione? Affrontare i PVQ caso per caso, revocando le concessioni a quelli che hanno un rapporto verde/cemento sotto una certa soglia e rivedendo i piani economici di quelli che restano. Guardando caso per caso ci si accorge, ad esempio, che la non sostenibilità economica di alcuni progetti é stata causata dallo stesso comune di Roma, con la costruzione delle piscine per i mondiali di nuoto, che hanno tolto bacino di utenza agli impianti realizzati in alcuni punti verde.
A differenza di affittopoli, sui PVQ Tronca può intervenire immediatamente, laddove non stia già intervenendo la magistratura. Avrai il coraggio di farlo, Commissario? La soluzione c'é, basta copiarla. Hai l'occasione di prenderti il merito di aver risolto almeno uno dei tanti problemi che ci hanno lasciato i tuoi predecessori.
In caso contrario, ovviamente, ci penseremo noi.’’

Oggi le chiediamo Sindaca, come mai non si è ancora risolto il problema, anche se nel 2017 l’Assemblea capitolina voto’ all’unanimita’ 2 ODG che La impegnavano nella soluzione.
C’e’ una bozza di Delibera pronta al vaglio dei consiglieri che porrebbe fine a quest’annoso calvario che riguarda molti operatori del settore. Abbiamo creduto in Lei, e crediamo in Lei, e continueremo con il nostro impegno e coraggio a denunciare tutte le inadempienze amministrative.
Siamo certi che la soluzione e’ vicina ma abbiamo bisogno di un segnale forte per evitare la distruzione di un nostro gioiello: il Parco della Madonnetta!

Sperando possa risponderci almeno questa volta…
cordialmente
ASSOCIAZIONE SALVIAMO IL PARCO DELLA MADONNETTA

mercoledì 27 giugno 2018

SIAMO A CONOSCENZA DI UNA BOZZA DI DELIBERA SUI PVQ, SU INIZIATIVA DI ALCUNI CONSIGLIERI 5 STELLE, CHE DOVREBBE RICALCARE I CONTENUTI DEI 2 ORDINI DEL GIORNO CHE SONO STATI VOTATI ALL'UNANIMITÀ DALL'ASSEMBLEA CAPITOLINA NEL 2017. INVITIAMO I CONSIGLIERI CAPITOLINI DI TUTTI GLI SCHIERAMENTI A VERIFICARE I CONTENUTI DELLA BOZZA DI DELIBERA PER POTER IN TEMPI BREVI, DOPO LA NECESSARIA DISCUSSIONE, ARRIVARE A PORTARE IN AULA UN PROVVEDIMENTO CHE FINALMENTE POSSA FACILITARE UNA SOLUZIONE DELL’ANNOSO PROBLEMA DEI PVQ E DEL PARCO DELLA MADONNETTA


L’ODG del 14 febbraio 2017 fu il risultato di un Consiglio Comunale Straordinario sui Punti Verdi Qualità che vedeva come primo firmatario il Capogruppo 5 Stelle seguito da molti esponenti della Minoranza Capitolina. La Mozione fu votata all'unanimita' dall'Assemblea Capitolina. Il secondo ODG del 30 marzo 2017 fu collegato alla Delibera di Iniziativa Popolare per il Parco della Madonnetta e vedeva come primi firmatari 4 autorevoli Consiglieri Comunali M5S ai quali si unirono 4 autorevoli rappresentanti delle Opposizioni. Anche questa Mozione fu votata all'unanimita' dall'Assemblea Capitolina. Sono passati 16 mesi dal primo Ordine del Giorno e nessun Atto, che invertisse la deriva distruttrice che ha portato alla situazione odierna del Parco, è avvenuto.
Di chi è la responsabilità? …dei proponenti degli ODG che poi non si sono curati che venissero applicati con una Delibera che indirizzasse gli Uffici?
Di chi è la responsabilità? …dell'Assemblea Capitolina che votando all'unanimità aveva espresso una chiara volontà di soluzione e che non è si curata dell'applicazione degli ODG?
Di chi è la responsabilità?
Comunque in questi giorni qualcosa si sta muovendo, e pensiamo che tutti quelli che hanno presentato gli ODG e che tutti quelli che li hanno votati si stiano mobilitando per riaffermare la volontà condivisa di quei 2 Atti! Pura illusione!!! La politica è un'altra cosa: dice tutto e il contrario di tutto, e se oggi non c'è convenienza a dare seguito a quegli atti, si trova il modo di scomparire, di non prendersi le proprie responsabilità! Precisiamo che le responsabilità politiche sui Punti Verdi Qualità sono di tutte le forze politiche: chi più, chi meno. Dalla giunta Rutelli a quella di Veltroni, dalla Giunta Alemanno a quella di oggi. Servirebbe, in questo momento, dimostrare di poter scrivere una pagina di politica alta, superando le differenze e scrivendo una Delibera che possa essere la base per una soluzione dell'annoso problema dei Punti Verdi Qualità e del Parco della Madonnetta in particolare… servirebbe confrontarsi su qualcosa di concreto con intento costruttivo e risolutivo... servirebbe prendersi le proprie responsabilità!

ASSOCIAZIONE SALVIAMO IL PARCO DELLA MADONNETTA

sabato 7 aprile 2018

Statuto sociale dell'ASSOCIAZIONE “SALVIAMO IL PARCO DELLA MADONNETTA”



ASSOCIAZIONE “SALVIAMO IL PARCO DELLA MADONNETTA”
STATUTO SOCIALE

Art. 1: SEDE – L’Associazione ha sede in Roma, via Giuseppe Viner n. 198. La sede potrà variare secondo le esigenze e per decisione dell'assemblea degli aderenti.

Art. 2: SCOPI E OGGETTO SOCIALE – L’Associazione “Salviamo il Parco della Madonnetta” ha lo scopo di promuovere iniziative socioculturali ed interventi volti a risanare l’area verde da anni abbandonata ed in stato di evidente degrado, con ingenti danni economici a carico della cittadinanza coinvolta in via diretta ed indiretta. L’Associazione si propone, inoltre, di tutelare la zona del parco nei limiti delle proprie risorse e facoltà, l’habitat naturale, le strutture, le attività praticate nel parco quando la concessionaria cui il Comune di Roma aveva appaltato la gestione del c.d. “punto verde qualità” ne aveva la manutenzione.  L’associazione si prefigge, altresì, di promuovere ogni azione ed iniziativa di interesse ludico, sportivo e culturale ai fini della diffusione dell’inclusione sociale e della cittadinanza attiva, nel rispetto delle finalità cui il lotto di terreno era destinato. L’associazione, ai fini del raggiungimento degli scopi statutari, si pone come soggetto intermediario tra i cittadini e la Pubblica Amministrazione e, nella persona del Presidente pro-tempore, potrà costituirsi in eventuali procedimenti davanti alle competenti Autorità giudiziarie per la tutela e la salvaguardia degli interessi della zona coinvolta e della popolazione locale, in ciò anche agendo, ove necessario, in contrapposizione con la PA. Per raggiungere i propri fini l’Associazione potrà dotarsi degli strumenti mobili e/o immobili che riterrà più opportuni.
L’Associazione ha facoltà di promuovere delibere di iniziativa popolare e di raccogliere pubbliche sottoscrizioni, previe opportune informazioni relative agli aderenti, per il perseguimento gli obbiettivi ivi stabiliti. L'attività dell’Associazione non ha fini di lucro e verrà autofinanziata attraverso le sottoscrizioni degli aderenti alla stessa.
L’Associazione può svolgere ogni altra attività connessa con l’oggetto sociale o comunque finalizzata al perseguimento degli scopi statutari, nonché compiere tutte le operazioni ritenute necessarie o utili per la realizzazione dell’oggetto sociale o comunque attinenti al medesimo.
Tutte le attività, non conformi agli scopi sociali, sono espressamente vietate.
Le attività dell'Associazione e le sue finalità sono ispirate a principi di pari opportunità tra uomini e donne e rispettose dei diritti inviolabili della persona.

Art. 3: ADESIONE ALL’ASSOCIAZIONE - L'adesione all’Associazione è libera, senza discriminazione di razza, sesso, fede religiosa, purché l'attività personale di ciascun aderente avvenga nel pieno rispetto delle leggi vigenti e non sia in contrasto con le finalità dell’Associazione. La stessa si pone come soggetto giuridico indipendente da qualsiasi altra associazione, comitato, circolo, partito, o realtà sociale costituita. Possono essere Soci dell’Associazione persone fisiche e persone giuridiche, donne e  uomini, italiani o stranieri purchè domiciliati nel territorio dello Stato, che accettino gli articoli dello Statuto e del regolamento interno, che condividano gli scopi dell'associazione e s’impegnino a dedicare una parte del loro tempo per il loro raggiungimento. L’associato che non sia persona fisica è rappresentato nell’Associazione dal proprio legale rappresentante o da persona delegata. E’ esclusa la temporaneità della partecipazione alla vita associativa.
L’iscrizione dà diritto – a chi è in regola con le norme del tesseramento – alla partecipazione alle attività dell’Associazione ed alle tutele da questa previste. L’ammissione viene deliberata dal Consiglio Direttivo previa presentazione di domanda scritta da parte del richiedente, nella quale dovrà specificare le proprie complete generalità. In base alle disposizioni del D.lgs. 196/03, tutti i dati personali raccolti saranno soggetti alla riservatezza ed impiegati per le sole finalità dell'Associazione previo assenso scritto del socio. Il diniego va motivato all'atto dell'ammissione.
Il socio s’impegna al versamento della quota sociale, entro dieci giorni dall’iscrizione nel registro dei soci, nella misura fissata dal Consiglio Direttivo ed approvata in sede di bilancio dall'Assemblea ordinaria, al rispetto dello Statuto e dei regolamenti emanati. La quota associativa non è rivalutabile né trasmissibile ad eccezione del caso di morte dell’associato. Gli associati in regola con il pagamento delle quote associative hanno diritto di eleggere gli organi dell’Associazione e di approvarne annualmente il bilancio.
Ogni associato ha diritto di voto in assemblea. Gli associati hanno il diritto di essere rimborsati delle spese effettivamente sostenute per l’attività prestata a favore dell’Associazione secondo le modalità e i limiti previsti dal regolamento organizzativo.
Verso gli altri associati ed all’esterno dell’associazione i medesimi dovranno tenere un comportamento improntato all’assoluta correttezza e buona fede. L’aderente che contravviene ai doveri indicati nel presente Statuto può essere espulso dall’Associazione con deliberazione del Consiglio Direttivo o maggioranza degli aventi diritto previa richiesta di comunicazione scritta contenente eventuali giustificazioni, da inviarsi a mezzo lettera raccomandata A/R al domicilio indicato dall’aderente all’atto dell’iscrizione all’Associazione almeno trenta giorni prima della deliberazione di espulsione.
I soci sono tenuti al pagamento della quota sociale entro 10 giorni dall'iscrizione nel libro soci.
Le attività svolte dai soci a favore dell'associazione e per il raggiungimento dei fini sociali sono svolte a titolo di volontariato e gratuitamente. L'associazione può in caso di particolare necessità, assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo, anche ricorrendo ai propri associati.
Tutti i soci sono tenuti a corrispondere i contributi associativi la cui entità viene stabilita dal Consiglio. I nuovi soci versano la quota dopo l’avvenuta comunicazione di ammissione.
La qualifica di socio cessa per le seguenti cause:
-recesso, da notificare al Consiglio;
-radiazione;
-decesso;
-scioglimento della persona giuridica.

Art. 4: QUOTE ASSOCIATIVE - L'adesione all’Associazione comporta l'autotassazione regolare degli aderenti. L’Associazione provvederà all’autofinanziamento delle singole iniziative decise di volta in volta dall’assemblea, tale autotassazione è diretta a finanziare attività istituzionali ed è stabilità dall'assemblea degli aderenti entro l’ultimo giorno di ogni trimestre. Ogni quota copre l'adesione all’Associazione per l'intero anno solare, scade il 31 dicembre e va rinnovata entro il 31 gennaio dell’anno successivo, pena il decadimento dalla posizione di aderente all’Associazione.
Ogni nuovo associato al momento dell’iscrizione verserà una quota associativa pari ad € 20,00 (venti) che verrà versata su un conto corrente dell’Associazione e di cui verrà fornita relativa documentazione ad ogni chiusura di bilancio annuale.

Art. 5: FONDO COMUNE - I contributi degli associati e i beni eventualmente acquisiti con questi costituiscono il fondo comune dell’Associazione con il quale la stessa risponde delle proprie obbligazioni.

Art. 6: ORGANI E POTERI

-    ASSEMBLEA dei SOCI: ogni socio ha la facoltà di proporre iniziative inerenti gli scopi dell’associazione su cui l’Assemblea decide a maggioranza qualificata (50%+1) dei presenti. L'assemblea degli aderenti elegge un presidente, un vicepresidente, un segretario ed un tesoriere i quali, insieme con altri tre consiglieri eletti dall’assemblea, compongono il Consiglio Direttivo dell’Associazione.
-      SEGRETARIO: ha il compito di redigere i verbali delle Assemblee costituite, tenere aggiornato il libro dei Soci e curare ogni forma di comunicazione con gli organi di stampa.
-     TESORIERE: ha in incarico di gestire il conto corrente intestato all’associazione, le quote versate dai soci, gestire contatti e valutare situazioni economiche con soggetti finanziatori, gestire eventuali donazioni in denaro ed in beni mobili destinate all’associazione, redigere il Bilancio di inizio e fine anno.
-    5 CONSIGLIERI: hanno potere consultivo e decisivo in merito ad ogni questione riguardante i fini e le modalità di gestione dell’associazione, convocano l’Asssemblea dei soci ogni 2 mesi ed in casi straordinari qualora per particolari esigenze ne convengano la necessità, atti di gestione ordinaria e straordinaria dell’Associazione di comune accordo con gli altri organi.
-    VICEPRESIDENTE: ha la rappresentanza formale ma non legale dell’Associazione, veglia sull’operato degli altri Organi, ha potere decisorio in caso di contrasti all’interno dell’Associazione ed in assenza del Presidente pro tempore, ha facoltà di sostituire ed affiancare il Presidente in incontri con altre realtà sociali ed istituzionali.
-    PRESIDENTE: agisce in nome e per conto dell’associazione ed è responsabile per l’attività da essa ed in essa svolta. Ha la rappresentanza sostanziale e processuale –attiva e passiva- dell’Associazione. Può conferire procure alle liti per la proposizione di azioni giudiziarie, nonché sporgere denunce querele per conto dell’Associazione.
Il presidente è anche presidente del Consiglio direttivo, è eletto dall’assemblea tra i consiglieri, è unico rappresentante dell’Associazione nei confronti dei terzi, cura l’esecuzione delle deliberazioni dell’assemblea e del Consiglio direttivo.

Il Consiglio direttivo è convocato dal Presidente dell’Associazione con avviso scritto indicante giorno ora e luogo dove si terrà la riunione da inviarsi al domicilio del consigliere entro 5 giorni dalla data di convocazione.
Le delibere del Consiglio direttivo sono valide se prese alla presenza e col voto favorevole di almeno 2 dei consiglieri.

Art. 7: RECESSO - Ciascun aderente è libero di recedere dall’Associazione in ogni momento, dandone comunicazione agli altri aderenti per il tramite degli organi sopracitati. I contributi versati non saranno ripetibili.

Art. 8: CONVOCAZIONE DELL'ASSEMBLEA - L'assemblea degli aderenti deve essere convocata almeno una volta all’anno per l’approvazione del rendiconto annuale. Assemblee straordinarie possono essere convocate dal Presidente, dal Vicepresidente e da almeno 1/10 degli aderenti, o dal 50%+1 degli stessi. L’avviso di convocazione dell’assemblea dovrà pervenire a tutti gli aderenti con almeno tre (3) giorni di anticipo, a mezzo comunicazione scritta, telefonica o apposito volantino informativo.

Art. 9: DURATA E SCIOGLIMENTO – l’Associazione rimane in vita fino a diversa decisione espressa dalla assemblea.

Art. 10: DIRITTI DEGLI ADERENTI - I Soci hanno i seguenti diritti:

- eleggere il Consiglio direttivo;
- approvare il rendiconto annuale;
- partecipare e divulgare secondo i propri mezzi e capacità alle iniziative organizzate dall’Associazione.

Art. 11: DOVERI DEGLI ADERENTI

- versare la quota associativa iniziale e quella annuale stabilita dal Consiglio direttivo;
- partecipare alle assemblee convocate nel corso dell’anno;
- impegnarsi per il raggiungimento dello scopo;
- non divulgare false informazioni inerenti scopi ed attività dell’associazione;
- tenere verso i soci un comportamento improntato alla correttezza e alla buona fede.

Art. 12: ESCLUSIONE DEI SOCI

Il promotore che contravvenga ai doveri indicati dal presente Statuto può essere escluso dall’Associazione con delibera del Consiglio direttivo previa richiesta di comunicazione scritta contenente eventuali giustificazioni, da inviarsi al domicilio dell’aderente almeno trenta giorni prima della delibera di esclusione. L’esclusione è prevista per i seguenti casi:
- inadempimento degli obblighi assunti da parte del promotore a favore dell’Associazione
- mancato pagamento della quota associativa
- inosservanza delle disposizioni dello Statuto, di eventuali regolamenti o delle delibere e degli organi sociali.

Art. 13: COMPENSI - I consiglieri ed il Presidente non hanno diritto a compensi e/o gettoni di presenza.

Art. 14: PATRIMONIO

Il patrimonio dell’Associazione è costituito da:
- quote iscrizione dei promotori
- contributi e liberalità ricevute
- riserve formate con utili
- altre riserve accantonate.

Art. 15: ESERCIZIO SOCIALE - L’esercizio sociale decorre dal momento della costituzione della presente associazione al 31 dicembre e dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno, al termine dell’esercizio il consiglio direttivo provvede alla relazione del rendiconto annuale e lo sottopone all’approvazione dell’assemblea il 30 aprile dell’anno successivo a quello a cui il rendiconto si riferisce.

Art. 16: LIBRI DELL'ASSOCIAZIONE - Oltre alla tenuta dei libri prescritti dalla legge, l'associazione tiene i libri verbali delle adunanze e delle deliberazioni dell'Assemblea, del Consiglio Direttivo nonché il libro degli aderenti all'associazione.

Art. 17: DESTINAZIONE DEGLI UTILI - Gli eventuali utili conseguiti devono essere impiegati per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse, è fatto assoluto divieto di distribuire anche in modo indiretto, le riserve, i fondi e avanzi di gestione, e il capitale durante la vita dell’Associazione.

Art. 18: SCIOGLIMENTO - In caso di suo scioglimento, per qualunque causa, l'Associazione ha l'obbligo di devolvere il suo patrimonio ad altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale o a fini di pubblica utilità, sentito l'organismo di controllo di cui all'articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996 n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

Art. 19: Responsabilità - L’Associazione risponde con i propri beni delle obbligazioni contrattuali e da fatto illecito.  A tal fine può, su delibera del Consiglio Direttivo, essere stipulata idonea polizza assicurativa.

Art. 20: CLAUSOLA COMPROMISSORIA - Qualunque controversia sorgesse in dipendenza della esecuzione o interpretazione del presente Statuto e che possa formare oggetto di compromesso, sarà rimessa al giudizio di un arbitro amichevole compositore che giudicherà secondo equità e senza formalità di procedura, dando luogo ad arbitrato irrituale. L'arbitro sarà scelto di comune accordo dalle parti contendenti; in mancanza di accordo alla nomina dell'arbitro sarà provveduto dal Presidente del Tribunale di Roma.

Art. 21: NORME DI RINVIO - Per quanto non previsto nel presente Statuto si rinvia alle leggi ed ai regolamenti vigenti.
Per lo scioglimento e la liquidazione dell’Associazione valgono le norme del Codice Civile e le leggi vigenti in materia.
Il liquidatore viene nominato dall’Assemblea. Può essere nominato anche tra gli amministratori uscenti.

sabato 31 marzo 2018

Lettera di diffida e messa in mora, inviata alla Sindaca Virginia Raggi e agli uffici competenti


Questo il testo integrale della lettera di diffida e messa in mora, inviata alla Sindaca Virginia Raggi e agli uffici competenti, in data 29 marzo 2018, in nome e per conto dell'Associazione SalviamoilParcodellaMadonnetta:


Studio Legale
Avv. Nadia Berardi – Avv. Ilaria Brunelli
Viale Giuseppe Mazzini 73- 00195 Roma- tel. 06.3701702; fax 06.3725954
nadiaberardi@ordineavvocatiroma.org 
ilariabrunelli@ordineavvocatiroma.org

ROMA CAPITALE 
i.p. della Sindaca p.t.
Avv. Virginia Raggi
p.zza del Campidoglio,1
00186 – ROMA
Raccomandata inviata a mezzo pec ai seguenti indirizzi:
protocollo.gabinettosindaco@pec.comune.roma.it;
protocollo.segretariato@pec.comune.roma.it
protocollo.urbanistica@pec.comune.roma.it
protocollo.tutelaambientale@pec.comune.roma.it
protocollo.sostenibilita@pec.comune.roma.it



Oggetto: lettera di diffida e messa in mora

La presente in nome e per conto dell’Associazione “Salviamo il Parco della Madonnetta” (c.f. 97968790580) in persona del rappresentante pro tempore Sig.ra Rosaria Clemente, la quale ci ha conferito espresso mandato per significarVi quanto segue:
- l’associazione nostra assistita è da poco subentrata al Comitato “Salviamo il Parco della Madonnetta”. Il Parco, Punto Verde Qualità “13/08 Piano di Zona B/8 Madonnetta” per oltre dieci anni è stato un motivo di orgoglio per il decimo municipio e per l’intera città di Roma, tuttavia a seguito di Revoca della Concessione da parte di Roma Capitale con determina dirigenziale – prot. LV/1487 del 28 maggio 2015- ha subito un inarrestabile declino e degrado fino alla situazione attuale di totale devastazione.
- nonostante la mobilitazione generale da parte dell’intera comunità locale - concretizzatasi nella proposta di delibera di iniziativa popolare che ha raccolto oltre 12.000 firme, immotivatamente bocciata dall’Assemblea Consiliare Capitolina- e numerose richieste di intervento effettuate tramite il ricorso ad adiuvandum nel giudizio Rg 10209/2015 pendente dinanzi al TAR di Roma, nulla è stato fatto per porre rimedio ad un vero e proprio scempio di un bene comune: 213.600 mq di terreno adibito a servizi per la collettività di cui 17 ettari di verde pubblico in condizione di abbandono.
- per oltre dieci anni il Parco della Madonnetta ha svolto nella città importanti funzioni: ha permesso a sempre più persone di formarsi e confrontarsi sul piano sociale, culturale e sportivo, è stato un polo sportivo d’eccellenza per i disabili, un punto di riferimento per l’agonistica del tennis italiano (nel parco si sono svolti i campionati nazionali con il supporto di UISP e FIT), ha contribuito alla salute dei cittadini con la messa a dimora di oltre 70 specie di piante diverse, ha messo a disposizione un orto botanico per ragazzi con disabilità mentali in collaborazione con l’ANFASS di Ostia, ha dedicato zone all’educazione cinofila, biblioteche all’aperto, è stato il luogo di aggregazione degli anziani di zona e dei giovanissimi, grazie al verde, al parco giochi alla ludoteca ed all’asilo, offrendo illuminazione, controllo e sicurezza ai quartieri che su di esso si affacciano.
Successivamente alla revoca della concessione il Parco è stato oggetto di numerosi atti vandalici (incendi, danneggiamenti, occupazioni abusive, furti di attrezzi sportivi, di tegole dai tetti, di cassonetti, di rame dalle cabine elettriche) e poiché Roma Capitale, violando i propri obblighi legali, ha omesso qualunque forma di azione diretta a preservare il bene, pur avendo revocato la precedente concessionaria ed essendo subentrata ad essa nella percezione dei canoni di locazione delle attività ivi esercitate - le sue condizioni sono causa di molteplici pericoli per la cittadinanza, più specificatamente:

- I pozzetti per l’irrigazione automatica del Parco, divelti e non curati, possono costituire un’insidia per i passanti, mentre i tombini per l’assorbimento delle acque piovane, completamente scoperti e non visibili ad occhio nudo, potrebbero provocare cadute. La cisterna per la raccolta delle acque è scoperta e profonda circa sei metri e mezzo.
- L’intera zona è divenuta soggetta ad allagamento per la sopravvenuta carenza di tutte le infrastrutture che permettevano il deflusso delle acque piovane ; il fossato, ideato per lo scorrimento delle acque piovane, precedentemente mantenuto in perfetto funzionamento e sicurezza, oggi è divenuto un luogo estremamente pericoloso per persone ed animali che potrebbero facilmente infortunarsi salendo sul ponte di legno ammalorato o scivolando sugli argini non curati.
- Le centraline elettriche, completamente defraudate e private del rame, costituiscono anch’esse un pericolo per persone ed animali.
- La casetta che ospitava le carrozzine per i disabili è divenuta occupazione abusiva per senza fissa dimora, territorio di spaccio e luogo sottratto ad ogni controllo, sia perchè non più illuminato, sia perchè in gran parte abbandonato (molte delle attività che venivano svolte quando la concessionaria Ciabocco non era revocata sono state chiuse).
- Cumuli di immondizia gettati nel fossato adiacente il campo da paint ball hanno agevolato la prolificazione e la diffusione di ratti e altri parassiti, contribuendo alla totale scomparsa di alcuni animali e all’ammaloramento di molte specie di piante.
- I giochi per i bambini, completamente smontati, sono pericolosi per i piccoli utenti e sono stati infatti usati come strumenti di distruzione delle altre strutture;
- l’ascensore che -al momento del distaccamento definitivo della corrente elettrica- è rimasto sospeso tra un piano rialzato ed i sotterranei, con la porta di accesso lasciata incautamente aperta, rappresenta un vero pericolo per chiunque avesse l’idea di avvicinarvisi soprattutto in orari serali.

L’unico intervento effettuato dal Comune nel marzo 2018, consistente nella recinzione della sola zona vicina all’ex palestra e alle tensio strutture, -peraltro in modo provvisorio tanto che la rete e` già stata in parte divelta- deve senz’altro essere ritenuto inadeguato, poichè ha lasciato tutte le altre zone, ivi compresi proprio i luoghi maggiormente insidiosi quali il torrente, la cisterna e la casetta di legno, totalmente incustodite.
Inoltre nessun intervento è mai stato fatto per preservare l'habitat naturale del quale il Parco era concreta testimonianza e che attualmente è distrutto.

* * * *
Alla luce di quanto sopra esposto e dedotto si diffida Roma Capitale ad intervenire con azioni mirate alla messa in sicurezza ed al ripristino della fruibilità dei luoghi e dello status quo ante così come realizzato dalla concessionaria revocata entro e non oltre trenta giorni dal ricevimento della presente, con l’avvertimento che, in difetto, adiremo le competenti autorità giudiziarie per ottenere la tutela dei diritti dell’Associazione « Salviamo il Parco della Madonnetta” e dell’intera cittadinanza, nonché il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale medio tempore provocato agli abitanti dei limitrofi quartieri per la sopravvenuta carenza della salubrità della zona, della sua sicurezza, della sua vivibilità e del suo decoro.
Si allegano alla presente diffida atto delibera popolare, atto di intervento ad adiuvandum, fotografie del Parco.

Distinti saluti
Avv. Ilaria Brunelli     Avv. Nadia Berardi


venerdì 30 marzo 2018

Commissione Trasparenza del X municipio

Questa mattina si è tenuta una Commissione Trasparenza del X municipio - oggetto Parco della Madonnetta. Dall’incontro è emerso che il Comune avrebbe spacchettato il Parco disponendo il passaggio al Municipio dei singoli pezzi affidandone le competenze ai relativi assessorati (Ambiente, Scuola, Sport, Commercio...) Tutto ciò smentendo clamorosamente la volontà politica del Consiglio Comunale, espressa con 3 odg approvati all’unanimità che indicava la volontà di giungere ad una soluzione bonaria del contenzioso e senza minimamente illustrare il progetto politico che guida il provvedimento. Non è stata, inoltre, data risposta circa le coperture economiche che tale provvedimento richiederebbe ne’ sulle effettive possibilità di entrare in possesso del bene garantendo sicurezza e fruibilità per i cittadini. La Commissione si è sciolta con l’impegno di una nuova convocazione per il giorno 13 aprile alla presenza degli assessorati competenti del Campidoglio, per arrivare ad un chiarimento definitivo sul futuro del Parco. nuova Associazione Salviamo il Parco della Madonnetta

Omniroma-PARCO MADONNETTA, GHERA-DE PRIAMO(FDI): M5S IMMOBILI,PRESENTEREMO INTERROGAZIONE

Omniroma-PARCO MADONNETTA, GHERA-DE PRIAMO(FDI): M5S IMMOBILI,PRESENTEREMO INTERROGAZIONE Roma, 30 MAR - "La commissione Trasparenza riunita oggi nel Municipio X sul tema dei punti verde qualità e sulla vicenda del Parco della Madonnetta non ha spostato di un centimetro la questione tant'è che l'amministrazione Raggi non ha dato seguito agli ordini del giorni presentati per risolvere la vicenda. Come Fratelli d'Italia, infatti, avevamo chiesto di risolvere il problema in via bonaria, sia quello dei contenziosi verso i concessionari che ridefinire i rapporti giuridici tra gli operatori. Ad oggi però ancora nulla di fatto a parte l'idea folle dei 5 Stelle di voler spacchettare l'area senza senza un progetto complessivo omogeneo. Come al solito grillini immobili, chiediamo pertanto chiarezza e come Fdi presenteremo un'interrogazione in Campidoglio per avere contezza di quanto sta accadendo". È quanto dichiarano in una nota congiunta gli esponenti di Fdi, Fabrizio Ghera capogruppo in Campidoglio e Andrea De Priamo consigliere comunale.